Disturbi proliferativi del tessuto connettivo
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AREE ANATOMICHE



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GLOSSARIO DELLE MALATTIE

NOMETESSUTOTIPO DI PATOLOGIE
Cellulite Cute Cellulite
Dolore cervicale e lombare aspecifico acuto e cronico Muscolo Lombalgia idiopatica
Disturbi proliferativi del tessuto connettivo Tessuto connettivo Fibrosi
Capsulite adesiva Articolazione Capsulite
Tendinopatia calcifica della spalla Tendini Tendinopatia
Dolori e fastidi muscolari acuti e cronici Muscolo Gestione del dolore
Tendinopatia cronica distale del bicipite Tendini Tendinopatia
Tendinopatia cronica prossimale del tendine popliteo Tendini Tendinopatia
Patologie secondarie ai punti trigger ed alla sindrome dolorosa miofasciale Muscolo Sindrome dolorosa miofasciale
Gomito del golfista Tendini Tendinopatia
Lesioni cutanee acute e croniche dei tessuti molli Cute Ferite
Linfedema primario e secondario Cute Linfedema
Sindrome dolorosa del grande trocantere Tendini Tendinopatia
Tendinopatia inserzionale dell'achilleo Tendini Tendinopatia
Osteoartrite del ginocchio Articolazione Osteoartrite
Periostite tibiale Tendini Tendinopatia
Tendinopatia della parte mediale del tendine d'achille Tendini Tendinopatia
Sindrome di osgood-schlatter Osso Disturbo dello sviluppo muscolo-scheletrico
Punti trigger Muscolo Sindrome dolorosa miofasciale
Tendinopatia rotulea Tendini Tendinopatia
Sindrome da conflitto sub-acromiale Tendini Tendinopatia
Fascite plantare Tendini Tendinopatia
Primary long bicipital tenosynovitis Tendini Tendinite
Spasticità Sistema nervoso centrale Paralisi cerebrale e ictus
Fratture da sforzo Osso Fratture
Mancate saldature di fratture delle ossa superficiali Osso Fratture
Gomito del tennista Tendini Tendinopatia
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PIÙ INFORMAZIONI

Disturbi proliferativi del tessuto connettivo: fibromatosi palmare (malattia di Dupuytren), fibromatosi plantare (malattia di Ledderhose) e induratio penis plastica (malattia di La Peyronie)

La fibromatosi palmare (detta anche malattia di Dupuytren o contrattura di Dupuytren) è una malattia del tessuto molle delle mani e delle dita delle mani. È caratterizzata da noduli indolori tipici nel palmo (ovvero nell’aspetto volare della mano). Gli uomini di età superiore ai 30 anni presentano il maggior rischio di sviluppo della fibromatosi palmare; il rapporto uomo-donna è di circa 7:2. La patologia può colpire entrambe le mani e, con il passare del tempo, più noduli possono fondersi insieme. L’eziologia esatta della fibromatosi palmare rimane sconosciuta. Varie linee di evidenze puntano a un’origine genetica della malattia, ma non è stato identificato un meccanismo genetico preciso. Anamnesi familiare positiva, diabete non controllato e alcolismo sono tra i fattori di rischio per lo sviluppo di fibromatosi palmare. Va notato che il 5-20% dei soggetti affetti da fibromatosi palmare sviluppa anche fibromatosi plantare (malattia di Ledderhose) e circa il 4% degli uomini con fibromatosi palmare sviluppa anche fibromatosi peniena (malattia di La Peyronie). Le opzioni di trattamento comprendono gestione conservativa, iniezioni di steroidi, radioterapia e chirurgia (se i sintomi diventano intensi). La chirurgia potrebbe comportare dermofasciectomia, una procedura per l’asportazione della fascia, seguita da un innesto di cute. La recidiva della malattia è frequente dopo il trattamento.

La fibromatosi plantare (detta anche malattia di Ledderhose o contrattura di Dupuytren del piede) è una rara malattia iperproliferativa dell’aponeurosi plantare. Si osservano noduli che crescono lentamente nella parte mediale della fascia plantare. L’eziologia esatta della fibromatosi plantare rimane sconosciuta. Come per la fibromatosi palmare, le opzioni di trattamento per la fibromatosi plantare comprendono gestione conservativa, iniezioni di corticosteroidi, radioterapia e chirurgia.

La fibromatosi peniena (detta anche malattia di La Peyronie o induratio penis plastica) è una curvatura acquisita del pene che può causare disfunzione erettile. Quando si sviluppa, è presente dolore all’inizio del processo patologico, che si attenua con il passare del tempo. La diagnosi si basa sulle caratteristiche cliniche della patologia. A livello microscopico, la malattia è caratterizzata dal deposito di collagene e fibrina e da una riduzione delle fibre elastiche, con conseguente formazione di placca nella tonaca albuginea. Questa cicatrizzazione del pene ne provoca la curvatura durante l’erezione. È stato suggerito che la fibromatosi peniena derivi da una guarigione anormale di una ferita e che il deposito di collagene e fibrina potrebbe essere la conseguenza di un microtrauma. Questa ipotesi è supportata dall’osservazione che un trauma dei tessuti molli può causare un aumento dei livelli di fattore di crescita di trasformazione β1 (TGF-β1), portando potenzialmente a una cascata proinfiammatoria e profibrotica con successivo deposito di collagene. In ogni caso, non esiste un’interpretazione patofisiologica unanime del processo patologico. L’incidenza nella popolazione maschile è di circa l’1-3%, con un picco di incidenza tra i 40 e i 70 anni di età. Il 20-40% degli uomini affetti da fibromatosi peniena riferisce disfunzione erettile ed è stato stimato che la malattia abbia effetti psicologici significativi sul 77% di tutti gli uomini che ne sono colpiti. In particolare, il numero di pazienti che soffrono di fibromatosi peniena è apparentemente aumentato dall’introduzione del sildenafil orale (“Viagra”). Poiché non esiste un’interpretazione unanime del suo meccanismo patofisiologico, non sono disponibili strategie terapeutiche che offrano risultati affidabili e risolvano i sintomi. Tutte le strategie terapeutiche utilizzate attualmente mirano alla gestione delle componenti di guarigione della ferita. Tra queste, l’integrazione orale con vitamina E, acidi grassi omega 3 e coenzima antiossidante Q10, nonché pentoxifillina (un inibitore aspecifico della fosfodiesterasi con proprietà antifibrotiche e antinfiammatorie). Altre strategie terapeutiche comportano l’applicazione topica di verapamil, trifluoperazina o solfato di magnesio, iontoforesi, iniezioni intralesionali di corticosteroidi, collagenase, verapamil e interferone alfa, radioterapia e terapia di trazione del pene. Recentemente, la terapia con onde d’urto extracorporee (ESWT) ha dimostrato di essere efficace per la fibromatosi peniena. I meccanismi molecolari e cellulari specifici dell’azione della ESWT nella fibromatosi peniena sono ancora sconosciuti. In ogni caso, è ragionevole ipotizzare che siano legati agli effetti benefici comprovati della ESWT nella guarigione delle ferite.

EVIDENZE CLINICHE

Haupt et al. in

Abstracts 19th World Congress on Endourology and SWL, Bangkok, Thailand, 2001.

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PROTOCOLLO DI TRATTAMENTO

Numero di sedute di trattamento 3 - 5
Intervallo tra due sedute 1 settimana
Pressione dell’aria Evo Blue® 2 - 4 bar
Pressione dell’aria Power+ Non raccomandata
Impulsi 2000 impulsi
Frequenza 8 Hz - 12Hz
Applicatore 15mm
Pressione sulla pelle Leggera

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